Ancora tagli. Meno 25% sulle già striminzite pensioni. Meno 27% agli stipendi dei dipendenti pubblici. Cancellazione della previdenza sociale. Licenziamento di 2000 dipendenti pubblici.
Tirate un sospiro di sollievo, non è l’Italia. E’ la Grecia. Ieri il governo ellenico, infatti, sotto la spinta della troika, ha deciso di tagliare ulteriormente il già minimo stato sociale.
Indubbiamente le cause profonde di questi tagli vengono da una storia di follie finanziarie e di errori politici nel corso degli ultimi 30 anni. Sicuramente questi tagli permetteranno di far sopravvivere l’Euro ed evitare un altro attacco finanziario.
Ma siamo sicuri che questa sia la strada corretta? E’ giusto che gli errori di una classe dirigente siano fatti pesare sull’intera popolazione? L’integrazione europea non era nata per aumentare le condizioni di benessere dei propri cittadini?
Queste domande mi assillano e mi fanno riflettere.
Sono certa che se avessimo salvato la Grecia nel 2009 avremmo speso molti meno soldi e avremmo evitato sia gli attacchi finanziari che le sofferenze quotidiane di tanti concittadini europei ellenici. Si scelse, invece, la via del nazionalismo (soprattutto in Germania) mettendo davanti l’interesse di bottega (elettorale) all’interesse generale, che è quello dello sviluppo comune dell’Europa. Perchè senza sviluppo comune, come purtroppo le generazioni prima della nostra hanno vissuto sulla propria pelle, il rischio di sprofondare nella barbarie è altissimo.
Affamare i greci (ma anche spagnoli, portoghesi, italiani… e poi via via  tutti) non è la strada giusta nè economicamente (a furia di contrarre la domanda interna dove vogliamo andare?) nè eticamente-politicamente (va contro i principi fondativi dell’Europa comune, indebolendone il progetto e gli stessi principi).
E’ per questo che credo nel rilancio genuino del progetto europeo e nell’approfondimento dell’integrazione il piú rapidamente possibile. D’altronde la crisi greca nel contesto di un’Unione con politiche di bilancio e fiscale effettivamente comuni sarebbe stata assorbita rapidamente e facilmente (e forse non sarebbe mai avvenuta dato che si sarebbero potuti controllare meglio i bilanci ellenici).

Serve fare un passo avanti, serve un’Europa integrata che torni a battersi per quello che è scritto nei Trattati: la costruzione di uno spazio comune di benessere, libertá e pace.

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