La competitività stimola, la cooperazione rafforza e la solidarietà unisce

Monthly Archives: October 2012

Abbiamo scelto di votare Laura Puppato alle Primarie del Partito Democratico. Laura è una donna forte, coraggiosa, capace di raccogliere la sfida del cambiamento con la tenacia e la dolcezza che contraddistingue tutte le grandi donne di questo Paese.

Laura è una di noi. Imprenditrice nel settore assicurativo, volontaria in Croazia e Bosnia durante le guerre della Ex Jugoslavia per portare aiuti umanitari, innamorata ed orgogliosa della propria famiglia.

La politica, per lei, come per tutti coloro che ne apprezzano il significato più profondo, è donare il proprio tempo e le proprie competenze alla Comunitá; è un servizio pieno di oneri ed onori, è fondamentalmente amore verso il prossimo.

Laura, come Sindaco di Montebelluna ha difeso la sua terra, combattendo contro l’inceneritore, promuovendo un’efficiente sistema di raccolta differenziata,sostenendo la mobilità dolce. Laura da Sindaco ha fatto diventare la propria città un modello, ricevendo premi per le politiche familiari, la tutela dell’ambiente, la trasparenza. Lo stesso impegno lo spenderà per il Paese, per la nostra Italia.

Noi ci fidiamo di chi ha governato puntando sulle famiglia. Noi ci fidiamo di chi ha governato puntando sulla tutela dell’ambiente. Noi ci fidiamo di chi si è battuto strenuamente in Regione Veneto, eletta grazie a 26 mila preferenze.

Laura ha un programma innovativo. Quando tutti parlano di sviluppo con le ricette del passato, lei ci racconta un futuro sostenibile. Quando tutti hanno timore di dire chiaramente sí all’amore tra due persone, lei sostiene l’estensione del matrimonio alle coppie omosessuali. Quando tutti chiacchierano di famiglia, lei puó mostrare i propri risultati concreti, nati dall’amore femminile dato alla politica.

Veneta, donna, imprenditrice, volontaria, innamorata dell’Italia. E’ Laura. E noi siamo con lei.

Per sostenere la sua candidatura stiamo raccogliendo le firme in tutta la provincia. Per contattarci scrivi a vicenzaxpuppato@gmail.com, chiama il 0444569552 o visita la pagina facebook Vicenza per Puppato o il sito nazionale www.laurapuppato.it.

Ponzo Keren, Segretario Circolo Pd Trissino, Coordinatrice Comitato Vicenza per Laura Puppato

Andrian Giulia, Pd Schio

Benesso Maria Bruna, Direzione Pd Bassano

Benetti Elisabetta, Pd Noventa

Bertin Eleonora, Presidente Assemblea Cittadina Pd

Biolcati Moreno, Pd Noventa Vicentina

Borsato Gianandrea, Direzione Pd Bassano

Carlotto Desiderio, Segretario Circolo Pd Castelgomberto

Cattelan Germano, Pd Thiene

Cecconato Veronica, Segretario Circolo Pd Montecchio Maggiore

De Toni Cristina, Segretario Circolo Pd Lonigo

Imboccioli Marta, Pd Noventa Vicentina

Lancerin Lucia, Libera Professionista, Bassano

Magnani Liliana, Segretario Circolo Pd Valdagno

Mezzalira Daniele, Pd Bressanvido

Perini Paolo, Pd Bassano

Pieropan Jacopo, Responsabile Pd Zona Leonicena

Peroni Enrico, Segretario Cittadino Pd Vicenza

Rossi Cristina, Segretario Circolo Pd Noventa Vicentina

Stella Mattia, Associazione DELOS

Thiene Maurizio, Pd Noventa Vicentina

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I miei quattro nonni sono nati tutti tra il 1909 ed il 1912 e per questo hanno sicuramente avuto la possibilità di percepire cosa siano state le due guerre mondiali, cosa sia stato il totalitarismo fascista, cosa significhi vivere la miseria. Mia madre e mio padre, nati rispettivamente nel 1946 e 1947, hanno vissuto pace, benessere crescente e sicurezza. Hanno avuto la fortuna di crescere in Europa, nel lato occidentale, proprio là dove si è formato un processo volto esattamente a costruire pace e benessere. Un progetto vincente dato che sono inoppugnabili le tesi che lo sviluppo economico europeo sia avvenuto grazie a tre fattori: una duratura pace garantita da istituzioni comuni, una possibilità sempre maggiore di spostamento di merci, servizi, capitali e persone; un sistema di sostegno economico alle aree svantaggiate che ha garantito un aumento della domanda interna dei Paesi che via via si integravano durante il processo di allargamento (come spiegavo per il caso spagnolo qui).

Questo processo di enorme successo in cui pace, commercio, solidarietà e pace si legano in maniera indissolubile è stato premiato con il Nobel per la Pace una settimana fa con delle motivazioni molto chiare con le quali coincido, ossia che l’UE è da premiare “for over six decades contributed to the advancement of peace and reconciliation, democracy and human rights in Europe”.

Queste sei decadi iniziarono formalmente con il Trattato della CECA del 1951 ma i principi economici che regolano l’integrazione europea sono piú facilmente ritrovabili nel Trattato di Roma firmato il 25 marzo 1957, quello che diede vita alla CEE. In questo Trattato erano chiari gli obiettivi per i quali i sei Paesi fondatori erano disponibili a condividere una parte della propria sovranità. Questi principi, fissati in maniera indelebile, erano lo sviluppo armonioso delle attività economiche, l’espansione continua ed equilibrata, l’aumento della stabilità economica e la crescita accelerata degli standard di vita. Nel tempo (analizzando i vari Trattati che si sono succeduti nel tempo) si sono introdotti altri principi economici, alcuni dovuti all’ampliamento della Comunità (pensiamo alla solidarietà ed alla coesione economica), altri a scelte ideologiche dovute al ruolo giocato da taluni Stati (pensiamo all’ossessione inflazionistica tedesca), altri come conseguenza di esternalitá negative della crescita (pensiamo all’ambiente).

La domanda che mi ronza per la testa da diversi mesi, ben prima del Nobel conferito all’istituzione che piú dovrá rappresentarci nel mondo nei prossimi decenni, è molto semplice: gli attuali governanti europei si stanno battendo effettivamente per continuare per garantire pace, benessere e solidarietà? A parte qualsiasi analisi sulla democrazia delle istituzioni, che è opportuna ma prescinde da quello che voglio affermare qui, mi pare evidente che i principi ispiratori di molti degli attori di governo oggi in Europa sono assolutamente  slegati da quelli che hanno ispirato la formazione dell’UE. Invece che pace e benessere collettivi ció che muove le azioni di governance europea sono le necessità della finanza, gli egoismi nazionali e scelte ideologiche preconcette (collegate proprio alle necessità della finanza). Le politiche di austerità imposte come mantra collettivo non fanno altro che danneggiare il benessere degli europei e quindi a favorire l’emergere di partiti che sfruttano gli egoismi nazionali e che quindi sono una possibile futura minaccia alla pace del continente qualora la situazione economica degenerasse davvero.

I governanti europei, quindi, devono prendere atto, cosí come ricorda loro Habermas qui, di quali sia la missione storica che hanno davanti e devono rendersi conto che solo piú integrazione puó salvare quel progetto che ha garantito il piú lungo periodo di pace e di progresso del continente della storia.  Le alternative, per quanto possano piacere ideologicamente ai cultori dei defunti stati nazionali, delle piccole patrie e del localismo, possono portare solo ad un tragico, evidente destino: l’impoverimento dell’Europa. E la povertà diffusa è la melma in cui il nazionalismo razzista ha sguazzato e potrebbe tornare a sguazzare. Con rischi incalcolabili.


Pubblicato su TermometroPolitico.it

E’ la prima volta nella storia e forse non è un caso. País Vasco, Cataluña e Galicia votano praticamente insieme il rinnovo dei propri Parlamenti regionali. Ma cosa ha portato ad elezioni anticipate nelle tre Comunità Autonome piú indipendentiste del Regno? Sono tre storie diverse ma fortemente intrecciate. Andiamo con ordine, partiamo dalle elezioni basche.

Le ragioni delle elezioni anticipate.

Il 21 agosto il Presidente del Paese Basco, il socialista Patxi Lopéz, ha convocato le elezioni anticipate per il 21 ottobre. Lopéz è stato eletto nel 2009 grazie ad un’inedita alleanza “españolista” tra PSE-PSOE e PP che estromise dal governo il partito di raccolta del nazionalismo moderato basco, il Pnv, che governava fin dall’inizio della democrazia. La ragione delle elezioni anticipate è dovuta al ritiro dell’appoggio dei Popolari al governo socialista, avvenuto il 7 maggio 2012 in seguito alle critiche del Presidente del governo basco ai tagli del governo popolare a Madrid. In altre parole dopo 3 mesi di governo di minoranza e dopo aver assicurato la stabilità dei conti pubblici con un finanziamento del BEI, Lopéz ha deciso di sottoporsi all’esame elettorale con sei mesi d’anticipo sulla scadenza naturale, evitando di galleggiare senza maggioranza parlamentare.

Economia e Patria

La situazione politica nel Paese Basco, comunque, a prescindere dalle elezioni anticipate, è in profondo mutamento.  I due elementi che stanno influenzando la pre-campagna elettorale (la campagna vera e propria inizierà il 5 ottobre) sono da un lato la crisi economica, date le conseguenze nefaste avute anche nella ricca regione del nord e dall’altro il tema dell’indipendenza, politica ed economica. I temi sono fortemente intrecciati dato che la crisi economica viene in parte imputata alle scelte di Madrid (dei socialisti o dei popolari che siano) e questo ha prodotto, nel tempo, un aumento del sentimento indipendentista, da leggersi come volontà di maggiore autonomia per alcuni, di vera e propria indipendenza politica per altri.

E’ da considerare, inoltre, la cessazione definitiva delle ostilità da parte di ETA avvenuta il 20 ottobre 2011 (un anno prima il giorno delle elezioni, e non è una coincidenza ma una scelta del leader socialista) che ha aperto uno spazio politico considerevole alla sinistra nazionalista (abertzale) che per la prima volta si presenta unita e compatta. La coalizione di forze politiche della sinistra nazionalista, infatti, è data in tutti i sondaggi sopra il 25% dei voti ed i 20 seggi (su 75).

Le elezioni del 2009

 

Ma come si è arrivati, nel 2009, ad eleggere un Parlamento in cui le forze “spagnole”, il PP ed il PSE, hanno conquistato la maggioranza dei seggi quando la maggior parte dei baschi è autonomista o indipendentista?

La ragione principale è il fatto che la Corte Costituzionale spagnola proibì la presentazione alle elezioni per il Parlamento basco di qualsiasi lista che potesse essere ricondotta all’illegale Herri Batasuna (considerato il braccio politico di ETA). In tale occasione il voto indipendentista di sinistra si era diviso tra le piccole forze di sinistra nazionalista slegate da HB (ossia Aralar ed in un certo senso EB) ed il PNV ed un immenso numero di schede bianche/nulle.

La vittoria dell’ “españolismo” nel 2009, quindi, è nata dall’impossibilità di partecipare di un ampio ambito politico (precedentemente sempre rappresentato, come si puó vedere nella tabella che riporta i dati delle elezioni basche dal 1980 ad oggi) che oggi vuole prendersi la propria rivincita. Morale ma soprattutto politica.

1980 1984 1986 1990 1994 1998 2001 2005 2009
PNV 38,1% 42,0% 23,7% 28,5% 29,3% 28,0% 42,7% 38,7% 38,6%
EA 15,8% 11,4% 10,1% 8,7% PNV PNV 3,7%
PSOE 14,2% 23,1% 22,1% 19,9%
EE 9,8% 8,0% 10,1% 7,8%
PSE-EE 16,8% 17,6% 17,9% 22,7% 30,7%
PP 4,8% 9,4% 4,9% 8,2% 14,2% 20,1% 23,1% 17,4% 14,1%
UA 1,4% 2,7% 1,3% PP
HB 16,6% 14,6% 17,5% 18,3% 16,0% 17,9% 10,1% 12,4%
PCE / EBB-IU 4,0% 1,4% 1,1% 1,4% 9,0% 5,7% 5,6% 5,4% 3,5%
UPYD 2,2%
ARALAR 2,3% 6,0%
UDC-CDS 8,5% 3,5% 0,7%

Chi governerà?

Che la somma delle forze politiche indipendentiste/autonomiste raggiunga il 55-60% dei voti e quindi vinca è quasi certo. I tagli che i governi socialista e popolare hanno dovuto fare per via della crisi economica (sia a Vitoria che a Madrid)  ed il contesto sociale derivato dalla contestata “vittoria” del 2009 produrranno verosimilmente una perdita importante di voti e seggi per i due partiti nazionali. I sondaggi lo confermano, come si vede nella tabella di seguito.

Ma se è certo chi vincerà non è chiaro chi governerà! Come si evidenzia dai sondaggi vi sarà una notevole difficoltà nel costruire una coalizione. Nessun partito pare poter raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi. Vediamo quali coalizioni potrebbero sorgere.

Elezioni 2009 giu-12 giu-12 giu-12 ago-12 ago-12 set-12 set-12
Ikerfel NC report low cost sigma dos NC report NC report NC report
PNV 30 24-26 22-24 25-26 24-25 22-25 23-26 23-25
EHBildu (4+1)* 19-21 21-22 19-20 21-22 20-22 21-22 21-24
PSE-EE 25 14-17 15-16 18-19 17 14-16 14-16 14-15
IU 1 2 1-2 0-3 0 2 0-1 1-2
PP 13 11-12 14 10 12 11-13 11-13 11-13
UPYD 1 0 0 0 0 1 1 0

*Si intendono i seggi di EA e Aralar separatamente, oggi entrambi facenti parte della Coalizione Bildu

Governi 1980 1987 PNV
1987 1991 PNV PSOE
1991 1998 PNV PSE-EE EA
1998 2001 PNV EA
2001 2009 PNV EA EBB
2009 2012 PSE-EE PP

Come si può vedere nelle precedenti esperienze di governo le uniche due alleanze già sperimentate sono quelle tra PSE-EE e PP e tra PNS e PSE-EE. La prima è impossibile numericamente. La seconda, invece, permetterebbe di raggiungere i 38 seggi necessari per governare. Ció nonostante il PNV è stato escluso dal potere proprio dai socialisti dopo 29 anni ininterrotti di governo della regione e quindi sembra improbabile una coalizione tra le due forze.

In secondo luogo un’ipotetica coalizione di sinistra tra il PSE-EE e Bildu pare altrettanto improbabile. Oltre al fatto che è stata esclusa categoricamente da parte dei socialisti, c’è da considerare che questa eventuale alleanza locale porterebbe ad un indebolimento fortissimo dei socialisti nel resto del Paese, dove la sinistra indipendentista basca viene vista con sospetto se non addirittura con ostilità.

Rimangono possibili altre due alleanze: quella tra PNV e Bildu, in una logica di divisione tra “baschismo” e “spagnolismo”, la quale avrebbe sicuramente i numeri per governare ma pare difficile per i diversi progetti economici e per quello che significherebbe, per il PNV, governare con gli eredi di Herri Batasuna; quella tra PNV e PP, in una logica di intesa tra forze conservatrici (nonostante il PNV sia conservatore a parole ma abbia sempre governato con forze di sinistra e abbia costruito uno stato sociale molto generoso) che, peró, sarebbe difficile nei numeri e deleteria per il PNV che perderebbe molto consenso indipendentista in direzione di Bildu.

Pare, quindi, probabile che non nasca nessuna coalizione e che il primo partito (che sia PNV o Bildu) provi a governare in solitario, come già è successo dopo le elezioni provinciali basche del 2011 (nel Paese Basco, a differenza del resto della Spagna, le Diputaciones Provinciales sono elette direttamente dai cittadini).


(A proposito di PUM)

Pubblicato su VicenzaPiú, NuovaVicenza, Il Giornale di Vicenza, Pd Vicenza cittá.

Vicenza è una città bellissima che per tornare ad attirare flussi economici deve puntare sulla propria bellezza e sul settore turistico come strumenti di crescita e sviluppo. Allo stesso tempo Vicenza è tra le città piú inquinate del nord Italia, con un numero di giorni di superamento delle PM10 che è pari a quello di grandi città come Torino o Milano.

Queste sono le ragioni principali per cui l’Amministrazione ha prodotto un Piano Urbano della Mobilità coraggioso, in cui vengono incentivati il trasporto su autobus e su bici, per liberare dalle catene dello smog la nostra stupenda città e così attirare turismo e garantire una migliore qualità della vita a tutti i cittadini.

Ascom, assolutamente fuori dalla storia, immagina che la Vicenza del domani sia la Vicenza degli anni ’80 e ’90, quella del trionfo delle auto come unico mezzo di trasporto. Ragioni economiche ed ecologiche ce lo impediscono. Se ne rendano conto ed aiutino l’Amministrazione, magari individuando soluzioni innovative come sistemi di scontistica per i clienti che arrivano in autobus o in bici al negozio.


Dal sito del comune di Vicenza .

Presentazione  del progetto
ll  progetto “Un-conventional Constitution” offre ai ragazzi, dai 15 ai 30 anni,  l’opportunità di  approfondire e studiare in termini comparativi le Costituzioni  d’Italia, America, Cina e la Carta  europea dei diritti dell’uomo e di partecipare ad una competizione che premia i migliori lavori  realizzati con un viaggio gratuito di 4 giorni a Strasburgo e a Linea Maginot.
Nel  progetto sono coinvolte le scuole  superiori di Vicenza e i ragazzi vengono seguiti da otto giovani volontari, diplomati o  laureati, che  fanno loro da tutor e li aiutano ad individuare i tratti  fondamentali, le implicazioni e le contraddizioni che caratterizzano  queste carte costituzionali secondo temi specifici e tramite  linguaggi artistici e creativi.
Un’occasione,  quindi, per confrontarsi in modo originale e in un’ottica globale.  Tutto questo permetterà ai giovani partecipanti di gettare uno  sguardo nuovo sul mondo e l’attualità che li circonda, instaurando  così un confronto non solo europeo sulle buone prassi in merito alle  tematiche trattate durante il progetto e restituendo sotto forma di  proposta progettuale il punto di vista dei giovani del territorio.

Obiettivi  del progetto

  1. Sviluppare      ed accrescere nei giovani la consapevolezza della propria condizione  di cittadini, italiani ed europei, attraverso una rilettura      dell’identità nazionale in rapporto all’Europa ed ai processi  di globalizzazione ed interdipendenza socio-economica;
  2.     presa di coscienza facilitata dall’utilizzo di mezzi di comunicazione, tecnologie e linguaggi artistici più vicini al mondo dei giovani,      sul significato della cittadinanza europea e globale e dei diritti e doveri ad essa connessi;
  3.     sviluppare      una nuova sensibilità verso mondi, culture e politiche differenti      che incoraggi la partecipazione attiva e la collaborazione con le      reti attivate sul territorio.

Destinatari

Il progetto è aperto a tutti i giovani dai 15 ai 30 anni residenti nel Comune di Vicenza o che frequentano istituti superiori di Vicenza.  Il  lavoro può essere svolto singolarmente o in gruppo con un massimo di  4 persone.

Tempistiche
Entro  il 15 ottobre 2012: invio  della scheda  di adesione al bando all’indirizzo e-mail unconventionalconstitution@gmail.com

Entro  il 21 gennaio 2013:  trasmissione  del progetto elaborato (in  gruppo o singolarmente) all’indirizzo e-mail unconventionalconstitution@gmail.com

Se  le dimensioni del file saranno superiori a quelle consentite  dall’account, ce ne sarà disponibile uno dropbox da  concordare via mail o eventualmente contattando il tutor di  riferimento.

Aree  tematiche del progetto

Ai partecipanti viene richiesto di elaborare le loro idee attraverso i temi o sotto-temi sottoelencati, ma se durante il percorso di      formazione verranno individuate tematiche diverse, si potrà      concordare con i responsabili e i tutor di riferimento un possibile      cambiamento alla scaletta qui proposta.
1)  Partecipazione e democrazia
a)  Partiti e Associazioni
b)  Il concetto di Democrazia
c)  Cittadinanza attiva e consapevole
2)  Pace e diritti umani
a)  Diritti inviolabili e Libertà Fondamentali
b)  Pace e Guerra
c)  Giustizia e Legalità
3)  Integrazione Sociale
a)  La tutela delle Minoranze
b)  Pari Opportunità
c)  Multiculturalità
4)  Welfare
a)  Istruzione e ricerca
b)  Lavoro e Sviluppo
c)  Ambiente e Cultura
5)  Solidarietà e Volontariato
a)  Cittadinanza Globale
b)  Cooperazione allo Sviluppo
c)      Volontariato

Criteri di valutazione della commissione esaminatrice

Gli  elaborati verranno valutati da una giuria composta da membri di  istituzioni pubbliche e associazioni. I criteri per la selezione si  baseranno sull’originalità dell’elaborato, l’attinenza con  l’argomento scelto e la capacità di individuare gli elementi più  caratterizzanti della tematica scelta, dimostrando di essere in grado  di valutarli sia in modo critico che propositivo. La commissione si  riserva il diritto di scegliere i migliori lavori in base al gusto  artistico e alle capacità dimostrate nell’elaborazione del lavoro.  Per la valutazione degli elaborati visivi (foto, video, etc) o  creativi (danza, musica, etc) sarà necessario presentare anche un  elaborato scritto di 500-800 parole che spieghi l’interpretazione  data all’argomento scelto. Eventuali modifiche delle suddette  disposizioni verranno tempestivamente comunicate.
Premio
Al  primo elaborato classificato viene assegnato un viaggio gratuito di 4  giorni a Strasburgo e a Linea Maginot.  Il viaggio è per tutti i componenti del gruppo o per il singolo  vincitore.

Informazioni
mfardin@comune.vicenza.it – unconventionalconstitution@gmail.com

https://www.facebook.com/UnconventionalConstitutionVicenza

http://unconventionalconstitution.wordpress.com/

http://www.comune.vicenza.it/uffici/dipserv/istruzione/giovani/unconventionalconstitution.php


Anime generose, belle persone

Salutano loro inebriate

Folle desiderose di testimonianza

Chiese straboccanti persone.

 

Gloria agli eroi

Capaci di solidarietà

quotidiano amore

profonda silenziosa sofferenza

 

L’intensità e la purezza

insieme ci difendono

dalla corruzione morale

di ogni epoca.

 

Santi e padri della patria

sabbia sono al cospetto

della carne vissuta di solidarietà

delle anime vissute di fratellanza


Pubblicato su http://www.termometropolitico.it

Era il 1994. Berlusconi scendeva in campo, D’Alema diventava Segretario del PDS, Matteo Renzi vinceva alla Ruota della Fortuna e Bersani era Presidente dell’Emilia Romagna. E cosa faceva Laura Puppato, la terza incomoda alle Primarie del PD? In quell’anno Laura viaggiava in direzione Bosnia in missioni umanitarie, trovando il tempo per intraprendere nella sua Montebelluna, dove gestiva (e gestisce) un’agenzia assicurativa. Solidarietà, impresa, famiglia. Sembra di leggere un trattato di sociologia sul miracolo del Nordest. Ed invece è Laura Puppato, donna vera, decisa, sicura delle proprie idee e scelte.


Decide di dedicarsi alla propria comunità locale nel 2002 quando si candida, vincendo, a Sindaco a Montebelluna, città di quella “pedemontana veneta” capace di diventare l’area con il piú alto PIL pro capite in Europa a cavallo tra gli anni ’90 e gli anni 2000. Una vittoria inaspettata, ottenuta cambiando il frame di riferimento a livello locale, giocando una partita sul domani, sapendo essere lungimirante senza perdere di vista il contesto socio-culturale.

Negli otto anni di governo di Montebelluna Puppato diventa un simbolo in tutto il Veneto progressista. Risultano vincenti i suoi modi di fare: decisa, concreta, testarda. Ma sono convincenti soprattutto le sue parole d’ordine e le sue scelte di policy.

Forse per conoscere meglio la capogruppo del Pd del Veneto, quindi, dobbiamo tornare alla sua unica, lunga esperienza di governo. Lasciando parlare i fatti.

I tre elementi di forza dell’amministrazione negli otto anni di guida della città sono stati ambiente, politiche familiari e trasparenza. Questo non significa che siano le uniche cose fatte bensì significa che sono i settori di policy in cui Montebelluna tra il 2002 ed il 2010 è risultata città modello.
L’azione ambientalista si dispiega nell’ambito della gestione dei rifiuti, della mobilità sostenibile e del risparmio energetico. Montebelluna diventa, a partire dal 2005 e fino ad oggi, la prima città sopra i 25 mila per raccolta differenziata in Italia. Nel 2010, quando Puppato lascia, la città è oltre l’82% di differenziata. Ciò ha prodotto una notevole diminuzione del quantitativo di rifiuti che vanno in inceneritore ed ha prodotto un aumento di posti di lavoro dovuto alla gestione della raccolta differenziata.

Per quel che concerne la mobilità sostenibile vengono realizzati nuovi percorsi ciclopedonali, viene sviluppato il pedibus e vengono attivate una serie di iniziative di sensibilizzazione all’uso della bici. Per queste ragioni Montebelluna viene premiata nel 2004 con il “Premio Nazionale Città amiche della bicicletta”. La ciliegina sulla torta giunge nel 2006, con il Premio Nazionale “Enti locali per Kyoto”. L’iniziativa, realizzata dal Kyoto Club e finanziato dal Ministero per l’Ambiente e la Tutela del Territorio, è finalizzata a risparmiare energia, ridurre le emissioni di anidride carbonica e sperimentare il funzionamento di meccanismi di scambio di quote di emissione tra Enti Locali.

Per quanto riguarda il risparmio energetico è da ricordare la costruzione di una nuova scuola materna costruita secondo i concetti della “casa passiva”, ragione per cui Montebelluna è stata premiata nel 2008 con il Leone dell’Innovazione e della Qualità all’interno della fiera “Dire & Fare nel Nord Est” organizzata dall’ANCI del Veneto

In merito alle politiche familiari il punto di partenza è stato quello del coinvolgimento attivo delle famiglie nel rapporto con l’amministrazione comunale al fine di costruire le policy di governo sulla base delle reali esigenze delle famiglie. Il lavoro con le famiglie ha permesso, quindi, di sviluppare una serie di progetti quali ad esempio i punti bebè per allattamento e cambio dei bimbi in vari punti della città, i parcheggi “rosa” nel centro storico per coloro che hanno figli fino ai 3 anni di età. Per questo progetto il Comune di Montebelluna ha ricevuto il Premio Amico della Famiglia 2007 dal Ministero delle Politiche per la Famiglia ed il  Marchio Famiglia della Regione Veneto a partire dal 2008.

Infine la trasparenza. Nell’epoca attuale la trasparenza passa ormai per la capacità di essere visibili e di offrire informazioni e servizi chiari on-line e per questo è da sottolineare come il sito del Comune di Montebelluna abbia ottenuto la certificazione W3C (World Wide Web Consortium – Consorzio Mondiale per il Web) che attesta l’accessibilità, la reperibilità e l’usabilità del sito comunale a tutti gli utenti, anche diversamente abili.

Partendo da quanto è stato fatto si può capire lo spirito del progetto politico di Laura Puppato. Per ora il nuovo sito internet ed il programma della candidato non sono ancora disponibili. Lo saràa breve e ve ne parleremo subito.